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La Folaga Rossa

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In direzione Lazzaretto nella zona del Parco dell’Adige Sud, passata la sbarra che delimita la zona pedonale, si arriva in uno degli appezzamenti di terra che costeggia la strada, chiuso da un vecchio cancello di ferro. Dietro quel cancello, protetto da una cagnolina con argento vivo in corpo, si trova il terreno gestito dalla società agricola La Folaga Rossa.

La Folaga Rossa nasce nel 2014 come orto condiviso da un’idea di Andrea Taioli, architetto attualmente impegnato come operatore in una cooperativa sociale che si occupa di adolescenti. Dopo pochi mesi dall’inizio dell’attività si unisce Daniele Pasetto, musicista e mio amico fin dal liceo, ed è grazie a lui che oggi vi racconto questa entusiasmante e bucolica avventura.

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“Continuare a forzare l’ambiente naturale in cui viviamo per adattarlo alle nostre esigenze è, come vediamo ogni giorno, un sistema fallito in partenza. La Folaga Rossa è un progetto collettivo nato per sperimentare uno stile di vita nuovo e ormai necessario, un progetto che mira ad abbassare l’impatto ambientale dell’agricoltura e dello stile di vita di ognuno di noi”.

La Folaga Rossa si sviluppa dapprima con l’idea di diventare una società autogestita con la possibilità di costruire un cohousing, ma successivamente l’idea di “sprecare della terra buona e produttiva per costruirci sopra”, dice Andrea, viene abbandonata a vantaggio dell’uso agricolo della stessa.

L’orto rimane ma il resto del terreno viene dissodato e preparato per tornare produttivo dopo un lungo periodo di abbandono. La terra torna a nuova vita grazie all’intraprendenza dei due amici, poco più che trentenni, che decidono di affrontare un’agricoltura ispirata al metodo Hazelip  e Fukukoa, l’agricoltura naturale o del non fare.

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“La nostra agricoltura si basa sulla riduzione dei consumi, sul riciclo, sulla rinuncia ai mezzi meccanici e sull’autoproduzione perché crediamo nella simbiosi come idea di vita in comune, come scambio continuo tra organismi di specie diverse. E crediamo che per prima cosa la natura vada osservata e studiata attentamente: solo così possiamo imitare i suoi meccanismi per mantenere i terreni fertili e incontaminati. Per questo usiamo solo tecniche di coltivazione naturale come la pacciamatura, l’inerbimento, le consociazioni tra ortaggi, i macerati e i compost naturali”.

Il campo è composto dall’orto comune, quattro grandi appezzamenti adibiti alla coltivazione di grano e ortaggi, una serra dove le sementi vengono piantate e curate fino a diventare le piante che popoleranno il campo esterno. La serra è stata costruita autonomamente dai due fondatori con materiale di scarto di grandi aziende, recuperato e reso funzionale per essere riutilizzato. Anche la maggior parte degli attrezzi da lavoro sono usati o recuperati perché dismessi e le taniche dell’acqua sono state acquistate di seconda mano. La Folaga Rossa fa da casa anche a molti insetti collaboratori che servono per mantenere la salute naturale delle coltivazioni; vengono ospitati nell’ostello per insetti costruito appositamente e nelle cataste di legna lasciate a disposizione come riparo . Tutto qui è equilibrio e collaborazione.

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“Se lavori sei mesi in mezzo al verde non ce la fai proprio a staccarti, è tutta una forma d’arte – dice Daniele – perché è perfetta, semplice ed effimera”.

Oggi ho assistito alla semina della cicoria, protagonista della ricetta a tema, del peperoncino habanero, dell’impianto delle zucchine, dei porri e del crescione.

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Come dice Daniele è difficile staccarsi da questo posto, per questo inVEGsion continuerà a seguire l’evoluzione della Folaga Rossa.
Stay tuned!

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Towards Lazzaretto in the area of ​​the Park of the Adige South, passed the bar that borders the pedestrian area, you arrive at one of the plots of land that runs along the road, closed by an old iron gate. Behind that gate, protected by a dog with quicksilver in the body, is the agricultural land managed by The Coot Red.

The Coot Red was founded in 2014 as the brainchild of Andrea shared garden Taioli, architect currently working as an operator in a social cooperative that deals with teenagers. After a few months of starting joins Daniel Pasetto, musician and my friend since high school, and it is thanks to him that today I will tell you this exciting adventure and bucolic.

“Continue to force the natural environment in which we live is to adapt it to our needs, as we see every day, a stillborn. The Coot Red is a collective project born to experience a new lifestyle and now need, a project that aims to lower the environmental impact of agriculture and the lifestyle of each of us. ”
The Coot Red develops first with the idea of ​​becoming a self-managed society with the opportunity to build a cohousing, but then the idea of ​​”waste of good land and productive to build on it,” says Andrea, is abandoned in favor of the agricultural use of the same.

The vegetable garden is but the rest of the land is tilled and prepared to return to production after a long period of neglect. The land back to life thanks to the initiative of the two friends, early thirties, who decide to tackle agriculture inspired by the method Hazelip and Fukukoa , agriculture natural or not to do.

“Our agriculture is based on reducing consumption, recycling, on waiving mechanical means and on self because we believe in the idea of ​​living in harmony as common as continuous exchange between organisms of different species. And we believe that the first thing the nature goes observed and studied carefully: the only way we can imitate its mechanisms to keep land fertile and uncontaminated. For this we use only natural farming techniques such as mulching, grassing, intercropping of vegetables, macerated and natural compost. ”
The field is made up from the garden common, four large plots used for growing wheat and vegetables, a greenhouse where the seeds are planted and cared for until they become plants that populate the outfield. The greenhouse was built independently by the two founders with waste material of large companies, recovered and made functional to be reused. Even most of the work tools are used or recovered because decommissioned and water tanks were bought second hand. The Coot Red is also home to many insects employees that serve to maintain the natural health of the crops; are hosted in the hostel built specifically for insects and in woodpiles left available as a shelter. Everything here is balance and collaboration.

“If you work six months in the open can not do it just to break away, it’s all an art form – says Daniele – because it is perfect, simple and ephemeral.”
Today I attended the sowing of chicory, star of the recipe theme, the habanero pepper, plant zucchini, leeks and watercress.

As Daniel says it’s hard to break away from this place, for this inVEGsion continue to follow the evolution of Coot Red.
Stay tuned!

1 Comment

  1. Questa è musica ecozoica per le mie orecchie. Complimenti ai tuoi amici, che fortuna poter seguire da vicino il loro percorso!
    😉

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